123 anni fa: viene istituito il premio Nobel

Il 27 novembre del 1895 Alfred Nobel pose le basi della sua duratura eredità. L’inventore della dinamite decise di redigere il proprio testamento, istituendo il famigerato premio che, ancora oggi, porta il suo nome. Una maniera intelligente e ammirevole di dare dignità al suo esteso patrimonio: 

Alfred Nobel. Il suo ritratto è anche nella medaglia consegnata come premio (nell’immagine di copertina)

“La totalità del mio residuo patrimonio realizzabile dovrà essere utilizzata nel modo seguente: il capitale, dai miei esecutori testamentari impiegato in sicuri investimenti, dovrà costituire un fondo i cui interessi si distribuiranno annualmente in forma di premio a coloro che, durante l’anno precedente, più abbiano contribuito al benessere dell’umanità”.

La moltiplicazione del proprio denaro per premiare la moltiplicazione dei benefici recati dall’uomo per l’uomo. Fu lo stesso Nobel ad individuare le materie e gli ambiti di premiazione, assegnando anche il compito di individuare i più meritevoli a organi ben precisi:

“Detto interesse verrà suddiviso in cinque parti uguali da distribuirsi nel modo seguente: una parte alla persona che abbia fatto la scoperta o l’invenzione più importante nel campo della fisica; una a chi abbia fatto la scoperta più importante o apportato il più grosso incremento nell’ambito della chimica; una parte alla persona che abbia fatto la maggior scoperta nel campo della fisiologia o della medicina; una parte ancora a chi, nell’ambito della letteratura, abbia prodotto il lavoro di tendenza idealistica più notevole; una parte infine alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il miglior lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la formazione e l’incremento di congressi per la pace. I premi per la fisica e per la chimica saranno assegnati dalla Accademia Reale Svedese delle Scienze; quello per la fisiologia o medicina dal Karolinska Instituet di Stoccolma; quello per la letteratura dall’Accademia di Stoccolma, e quello per i campioni della pace da una commissione di cinque persone eletta dal Parlamento norvegese. È mio espresso desiderio che all’atto della assegnazione dei premi non si tenga nessun conto della nazionalità dei candidati, che a essere premiato sia il migliore, sia questi scandinavo o meno”.

Il primo italiano a essere premiato è stato Giosuè Carducci nel 1906. Nello stesso anno fu consegnato il Nobel per la medicina a Camillo Golgi. Letteratura e medicina sono le categorie in cui gli italiani hanno finora primeggiato, con ben 6 assegnazioni ciascuna.

Una chiarezza d’idee e una solerzia simili hanno fatto in modo che, nonostante la sua morte l’anno successivo alla stesura di questo testamento, i Premi Nobel siano realmente diventati un appuntamento fisso annuale a partire dal 1901. Anzi, la Fondazione Nobel, creata per portare avanti i desideri postumi del chimico e imprenditore svedese, ha istituito nel 1969 anche il medesimo premio per l’economia, agevolato da una cospicua redazione della Sveriges Riksbank, la banca centrale svedese. Così, anche in epoca di moneta unica europea, le quasi isolate corone svedesi continuano a pesare e a contare molto, soprattutto nelle tasche di coloro che, da oltre un secolo, vengono premiati nei territori scandinavi ogni 10 dicembre, data della morte del preveggente Nobel. Una persona di cui non si può pensar male, ma che proprio per la paura di essere odiata dai posteri ha deciso di essere ricordato come un impeccabile filantropo.

Nel 1888, mentre era in Francia, venne raggiunto dalla notizia della morte del fratello Ludwig. Le bufale e le fake news erano ancora distanti dall’entrare nel linguaggio comune, ma poteva già capitare che la propria morte venisse annunciata prima del tempo. Così, invece di quello del fratello, Alfred Nobel vide il suo necrologio pubblicato con l’etichetta non amorevole di “marchand de la mort ” (si può capire anche se si è poco avvezzi al francese).

Alfred Nobel, che divenne ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile, è morto ieri”. 

Vi state chiedendo chi è lui? Ebbene, si tratta di Ernesto Teodoro Moneta, primo e unico Nobel italiano per la pace, assegnatogli nel 1907

Un ricordo che spaventò così tanto Nobel a tal punto da indurgli una proposta di redenzione perfetta: un premio con il suo nome per valorizzare quanto di meglio accada nel mondo. In secondo piano la terribile dinamite, tanto nel frattempo è stato creato anche di peggio, senza che nessuno si sia posto il problema di come riparare alle proprie intuizioni. Nobel è poi morto poco dopo, il 10 dicembre del 1896, a Sanremo (a proposito di cose immortali), senza poter assistere alla prima edizione della sua creazione. Se però, 123 anni dopo, l’attribuzione dei Nobel crea ancora dibattito e risulta il massimo riconoscimento possibile per chi opera nelle attività premiate, vuol dire che Alfred Nobel è riuscito alla perfezione nel suo intento. Con buona pace di Bob Dylan

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